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Verga 100 : Quando si diventa Maestri da imitare

La Creatività è un dono, alcuni ce l’hanno di proprio, altri la ricercano per tutta la vita senza mai trovarla, e altri invece tentano di imitarla perchè privi di una propria luce. E’ in quest’ultimo caso che ti rendi conto di aver creato qualcosa di speciale, qualcosa di irresistibile e affascinante che travolge e porta all’estasi. In poche parole, quando crei ARTE in esclusiva.  In quel momento ti scopri Maestro, e la sensazione ti produce una certa gioia ed esaltazione, e pensi ai discepoli, a coloro che professano i tuoi motivi, che diffondono i tuoi insegnamenti rendendoti ancora più onnipotente. E’ uno stato catartico universale pari a una dimensione mitologica vicina a quella degli Dei. Sono passati quasi 10 anni dell’ideazione del  Romanzo Verghiano, un viaggio itinerante che conduce il pubblico a scoprire le novelle di Verga con rappresentazioni tra Vizzini, Catania e Ragusa, che hanno entusiasmato il pubblico di tutte le età, divenendo tra le messe in scene più interessanti di questi ultimi anni, battendo anche il drammatico anno del covid, nella realizzazione di un grande evento al Castello di Donnafugata. In occasione del Centenario si scopre come la compagnia Godot di Ragusa con la complicità del fantomatico Assessore al turismo ciccio barone (volutamente a carattere minuscolo) si improvvisa in una performance che assomiglia molto a quella alla nostra.  Non possiamo, quindi, che felicitarci di essere diventati dei Precettori nell’arte dello spettacolo e di avere dei nuovi adepti pronti a seguire i nostri insegnamenti. Tuttavia, per quanto si sforzino, è evidente – per ragioni territoriali, folkloristiche e identitarie – che essi siano privi di quel tratto di originalità  e spirito verista che da sempre caratterizza le nostre performance  verghiane. Per tutto il resto c’è Siae e il made in Cina!

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