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Tag: Spettacoli

Il Festival Verghiano conquista il cuore di Donnafugata

Il Festival Verghiano conquista Donnafugata
Manca meno di 48 ore al Festival Verghiano e al Castello di Donnafugata si registra il tutto esaurito. Un risultato importante nell’anno più difficile per la cultura, e che mostra non solo il grande interesse del pubblico per la poetica verista, ma  evidenza il  coraggio di un popolo che vuole riprendersi la propria quotidianità, e lo fa con il cuore e attraverso l’arte, che diviene così mezzo di condivisione sociale. La rappresentazione delle novelle all’interno del Parco della celebre Dimora ottocentesca, assume  carattere storico, al di là della messa in scena de La Lupa nel 2019, non era mai accaduto un simile proposito. Il connubio tra il verismo e il barocco fissa così la sua temporalità, portando, magicamente  Giovanni Verga ad attraversare quei misteriosi sentieri. Un contesto che sorprende e affascina dando la sensazione di vivere davvero in altra epoca. La ricostruzione registica di Lorenzo Muscoso è particolare e attenta,  promuovere uno stato di percezione di quella Sicilia che vive nel travolgimento di  segreti che si manifestano in tutto il suo ardore. Prenotazioni giunte da tutta Sicilia e da turisti che in questi giorni stanno riscoprendo la bellezza di quest’isola viaggiando in lungo e in largo. Appuntamento, quindi con il folklore isolano,  venerdì 21 agosto aprirà Il Cantastorie Luciano Busacca con “Il Poeta della Campagna,  sabato 22 sarà la volta del teatro itinerante   “Romanzo Verghiano”  dove si potrà assistere ai frammenti di “La Lupa” (Adriano Gurrieri – Giuseppina Vivera), “L’Amante di Gramigna (Jacopo Cavallaro – Greta D’Antonio), “La Roba” (Germano Martorana), “Storia di una Capinera” (Edoardo Strano – Mariachiara Signorello), “Cavalleria Rusticana (Massimo Laferla – Paolo Randello), “Jeli, il Pastore” (Marzio Penna),  “Mastro Don Gesualdo” (Alessandro Sparacino), accompagnato dal Narratore (Pino Migliorisi) e da un Musicante polistrumentista (Giuseppe Zuccarello),  chiuderanno i Bellamorea domenica 23 agosto  con il concerto “i Colori del Mediterraneo – Bellamorea”. C’è tempo fino a domani sera per prenotare lo spettacolo su www.festivalverghiano.it  

Il Messaggio di Mariagrazia Cucinotta per il festival Verghiano nella notte di S. Lorenzo

Mariagrazia Cucinotta lancia il suo personale augurio al Festival Verghiano omaggiando così la cultura nell’anno più difficile. L’attrice, testimonial ufficiale della Manifestazione, celebra la volontà del Patrimonio isolano di manifestarsi nonostante  le problematiche causate dal covid e attraverso quella creatività che contraddistingue da sempre queste tipo di rappresentazioni. L’evento diretto da Lorenzo Muscoso e sostenuto da Parlamento Europeo e Comune di Ragusa, è divenuto il punto di riferimento sul territorio con propositi sempre più originali, che hanno portato il Verga tra e i Sassi di Matera.  Un connubio molto apprezzato dalla gente nella riscoperta dei valori di un tempo. Un messaggio di speranza per una ripresa che deve partire dal settore artistico che costituisce la vera  ricchezza di una Nazione e necessaria alla formazione dell’individuo. Nella notte di San Lorenzo, dove per tradizione ci mettiamo testa all’insù, ci sentiamo travolti da una certa spiritualità che rende l’ impegno pieno di poesia verso una terra piena di sole che investe il cuore di tutti.
Appuntamento dal 21 al 23 agosto al Castello di Donnafugata con il Cantastorie, Romanzo Verghiano e I Colori del Mediterraneo (Bellamorea). Posti limitati e prenotazioni online su www.festivalverghiano.it

Matera celebra la Lupa con un grande evento tra i Sassi

Dopo il successo del 2019 , il 26 settembre, La Lupa” per la regia di Lorenzo Muscoso sarà rappresentata a Matera, nel luogo magico e surreale di San Pietro Caveoso,  location d’eccezione e rappresentativa di una città divenuta il centro dell’Europa. Una scenografia maestosa, scelta da   Stefano Bollari, Il Volo e da produzioni hollywodiane come The Passion e  Bond 25, e che per l’occasione diverrà la riproduzione della sicilia nel suo autentico folklore. Ardore, eros e sentimenti saranno raccontati nella loro espressione più assoluta proveniente direttamente dalle campagne siciliane. Un momento storico che richiama alla memoria la celebre trasposizione di Alberto Lattuada  nella città dei sassi, e che renderà omaggio non solo a Giovanni Verga ma anche a quella cultura isolana che tanto caratterizza il suo popolo. Sarà inoltre possibile assistere allo spettacolo anche al suggestivo Borgo di Irsina e Montalbano Jonico.

Nel cast : Germano Martorana, Giuseppina Vivera, Adriano Gurrieri, Greta D’Antonio, Alessandro Campo, Marzio Penna, Bellamorea

 

 

Il 5 ottobre : in scena Jeli il Pastore a Gravina in Puglia

Manca poco piu’ di un mese alla messa in scena di Jeli il Pastore, trasposizione della celebre novella di Giovanni Verga nel suggestivo scenario archeologico di Gravina in Puglia. L’ opera scritta e diretta dal regista Lorenzo Muscoso che porta in scena tutta una serie di accadimenti che producono nei protagonisti uno sconvolgimento emotivo. Il rimorso è uno dei temi che viene affrontato nello strazio del pastore verso il padre, una visione quasi spettrale vissuta attraverso l’intimità del ricordo. Una citazione all’Amleto a cui l’autore si è volutamente ispirare nella composizione di questo dramma, dal senso di alienazione a quello della crescita della follia che attraversa e travolge il protagonista. Il racconto mette in evidenza anche quello che è l’incapacità di Jeli (Vito Difonzo) di comprendere la sua stessa esistenza, la malasorte che lo colpisce lo riporta alla vita, dopo un trascorso nel sonno e nel beato isolamento e la successiva gelosia che lo trasfigura in uno stato di alienazione che lo accomuna a un altro dramma elisabettiano,  l’Otello.  Emarginazione che trae  ispirazione negli scatti Hopperiani  e nella solitudine sorrentiniana,  e dove l’accadimento  porterà a una pressa di coscienza e ricostruzione di un rapporto con la realtà circostante. ll giovane trova conforto solo nel Massaro Agrippino (Tiziano Carlucci), che affronta il suo disagio con saggezza e comprensione preso anche dall’euforia della festa di San Giovanni e nell’illusione che la figlia possa sposare il benestante Rocco figlio del Fattore Neri. Mara (Maria Dibattista), ormai adulta soffre della fugacità della bellezza, cancellata da un tempo andante che non risparmia nessuno, un assillo simile a quello che vive Don Alfonso(Amos Mastrogiacomo), che instaura con lei un legame segreto che va oltre il semplice adulterio. La loro storia si incarna perché entrambi sono vittime dello stesso malessere. Preoccupata dal destino e dalla sua debolezza nell’affrontarlo contrae nozze con Jeli, al quale mostra una forte devozione che inizialmente lo inganna e poi lo abbaglia a tal punto da non ascoltare più le calunnie della gente.  Una struttura narrativa che si sviluppa attraverso flashback e costruzioni sintattiche elevate raccordate da un Narratore omodiegetico (Raffaele Navarra) che diviene testimone e partecipante insieme a quelli che sono gli abitati del luogo, come il contadino Peppe (Gino Carbone). Una messa in scena dinamica nel  che si sviluppa secondo geometrie e spazi in cui ogni personaggio viene identificato nel contesto in una complessa direzione che vuole portare il pubblico dentro un esperienza sensoriale in cui il teatro e cinema si fondano in unicum. Il senso intimo viene percorso attraverso effetti sonori e partiture musicali composte dal Maestro Donato Manco che accompagnerà le varie scene con un motivo che trova la sua massima espressione nel climax finale.