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Le emozioni del pubblico raccontano il successo di Jeli il Pastore

Un grande successo per la Prima di Jeli il Pastore andato in scena a Gravina in Puglia all’interno della suggestiva scenografia naturale del Ponte Acquedotto e della zona archeologica. Applausi ed entusiasmo manifestati dal pubblico per questo dramma rappresentato su più livelli scenici e che hanno interessato tutta l’area. Il regista Lorenzo Muscoso si è ispirato alla novella di Verga realizzando qualcosa di originale che unisce il vero con quelle che sono le atmosfere drammatiche elisabettiane. I riferimenti al Maestro inglese sono onnipresenti e ne caratterizzano tutto l’intero plot che cresce fino al climax finale che travolte tutti. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Ettore Pomarici Santi e il Comune di Gravina    e prodotto dalla Dreamworld Pictures in collaborazione con Teatropiù AMG,  fa parte del Festival Verghiano, una connessione culturale tra Sicilia, Puglia e Basilicata. La performance   ha visto coinvolti diversi attori pugliesi che hanno rappresentato al meglio gli aspetti intimi della storia, portando così il pubblico a vivere dentro  la la scena con partecipazione emotiva. Nel cast : t Vito Difonzo, Maria Dibattista, Tiziano Carlucci, Stefania Carlucci, Amos Mastrogiacomo, Claudio Popolizio, Angelo Colavito, Gino Carbone, Leonardo Toscano, Eldár Akhmedov, Cosimo Loprieno e Touria Lamlissa, Donato Manco, Sario Ramingo, il Corteo Storico Monfort
Di seguito il racconto dello spettacolo attraverso le testimonianze della gente

 

 

Il 6 Ottobre Matera premia Enzo Sisti al Verga Film Festival nell’omaggio a Zeffirelli

Domenica 6 ottobre, l’ Ex Ospedale San Rocco di Matera sarà il palcoscenico della III° Edizione del Verga Film Fest, un evento cinematografico parte del Festival Verghiano Tour, un progetto di connessione tra Basilicata, Puglia e Sicilia con al centro Matera supportato dalla Soprintendenza Basilicata. La Manifestazione avrà luogo  a partire dalle 18 con un laboratorio attoriale nel quale verranno affrontate le poetiche del vero in riferimento allo stile del celebre autore Giovanni Verga e a quelle che sono le messe in scena condotto dal regista Lorenzo Muscoso e le attrici Stefania Carulli e Maria Dibattista, seguirà un approfondimento sul doppiaggio a cura di Claudio Popolizio e uno sul rapporto della lirica con il cinema e teatro condotto dai Cantanti d’Opera Vito Difonzo e Eldar Akhmedov con il chiaro riferimento alla Cavalleria Rusticana di Franco Zeffirelli. Dalle 20, si darà via alla rassegna dei cortometraggi finalisti al concorso che saranno giudicati da una Giuria di qualità composta dal Music Composer Damiano Fragasso, la Stilista Paola Buttiglione, l’Attrice Stefania Carulli, dal Cantate Vito Difonzo. Alle 21 verrà consegnato  a Enzo Sisti, Produttore Esecutivo Hollywoodiano impegnato nell’ultimo film di James Bond, il premio alla carriera per questa Edizione realizzato dal Pittore Domenico dell’Osso. Interverranno personalità dello spettacolo e Istituzioni tra cui l’Assessore Nicola Trombetta.

Il Programma

Ora Tipo
Dalle 18 alle 19.00 Laboratorio Attoriale : Introduzione al mondo verghiano, messa in scena, Performance attoriale, Impostazioni Vocali. Il doppiaggio

A cura delle attrici Stefania Carulli, Maria Dibattista e Amos Mastrogiacomo

Dalle 18.45 Il Doppiaggio : a cura di Claudio Popolizio
19.15  La Lirica e il Cinema : Analisi della Cavalleria Rusticana e della messa in scena di Franco Zeffirelli – Esercizi canori, intermezzo musicale

A cura di Vito Difonzo,  Eldar akhmedov, Il Maestro Giacomo Desiante  e la Docente Stefania Carulli

20.15 Introduzione all’evento e saluti Istituzionali :

a cura di Lorenzo Muscoso. Presenzia per il Comune l’Assessore Nicola Trombetta

20.25 Presentazione Giurati :

Presidente 

Enzo Sisti   (Produttore Hollywoodiano)

Stefania Carulli  (attrice)

Damiano Fragasso (Music Composer)

Vito Difonzo (Cantante Lirico)

Paola Buttiglione (Costumista Cinema)

 

20.30 Proiezione 1 gruppo corti

– The Man Who Killed James Bond regia di Francesco Guarnori

– ANCA regia di Vincenzo Ricca

– The difference regia di Antonella Grieco

– The Same Name  regia di Paradise Pictures

21.00 Premiazione Enzo Sisti alla Carriera, visione del filmato.

Masterclass con lui  e consegna premio

21.15 Proiezione 2 gruppo corti

Le grida della Buonanotte regia di Geo Coretti

– Human Resources regia Prem1ere Film

– La Consegna regia di La Bizantina  Film

– My cinema regia di  KAZUYA ASHIZAWA

– Joyce regia di Elena Korzhaeva

21.45 Corto Scuola :

Documentari realizzati da 3 studentesse del liceo artistico Duni Levi : 

– Mast Pepp regia di Alessandra Valentino

– Storia di un Partigiano regia di Giada Loporcaro

– Alice Santantonio

22.00 Premiazione Corti vincenti

Lo spettacolare Trailer di Jeli il Pastore porta il cinema a Gravina in Puglia il 5 ottobre

Stasera, 5 ottobre,  il suggestivo ponte Acquedotto  e tutta la zona archeologica saranno il palcoscenico della drammatica trasposizione di Jeli il Pastore. L’opera scritta e diretta dal regista Lorenzo Muscoso prodotta dalla Dreamworld Pictures in collaborazione con il Teatropiù AMG, la Fondazione Ettore Pomarici Santi e il Comune di Gravina fa parte del Festival Verghiano Tour un piano di connessione Culturale tra Sicilia – Puglia e Basilicata con al centro Matera 2019 e quelli che saranno i successivi eventi e rappresentazioni nei sassi previsti per il mese corrente. L’autore, si è ispirato alla novella del celebre autore Giovanni Verga, con il quale condivide l’amore per la poetica verista e città di origine, ricostruendo un dramma che travolge i sentimenti fino al loro necessario svelamento in un adattamento che vuole portare il pubblico a vivere la scena. Movimenti dinamici che si dislocano su più piani e che creano un ritmo e anche la sensazione di vivere all’interno di un film. Un grandissimo interesse ruota attorno a questa performance com’è dimostrato dal trailer visionato da oltre 1500 persone in meno di 12 ore. Nel cast Vito Difonzo, Maria Dibattista, Tiziano Carlucci, Stefania Carlucci, Amos Mastrogiacomo, Claudio Popolizio, Angelo Colavito, Gino Carbone, Leonardo Toscano, Eldár Akhmedov, Cosimo Loprieno e Touria Lamlissa, Donato Manco, Sario Ramingo, il Corteo Storico Monfort

 

Link al Trailer : https://youtu.be/pNQufAcYZ3A 

 

Il 4 Ottobre sul Ponte di Gravina il Festival del Cinema

Il delirio verghiano in una rappresentazione stupefacente a Gravina in Puglia (5 ottobre)

Mancano 10 giorni alla rappresentazione del Verga nella zona Archeologica di Gravina in Puglia, una data storica che segna quindi l’arrivo di uno degli Autori più rappresentativi della Cultura Nazionale. Dopo il successo de “La Lupa” in Sicilia, nelle atmosfere del barocco e dei luoghi di Camilleri,  continua il percorso del “Festival Verghiano” nel proposito di connessione culturale  Sicilia – Puglia e Basilicata che include diverse città caratteristiche lucane, tra le quali Irsina e Montalbano Jonico, con  epicentro Matera 2019 . La Novella che verrà messa in scena è quella di “Jeli il Pastore“, opera scritta e diretta dal regista Lorenzo Muscoso ispirandosi liberamente al testo di Giovanni Verga.  L’adattamento, prodotto dalla Dreamworld Pictures, Teatroppiù AMG e Comune di Gravina in Puglia,  vedrà impegnata una zona molto ampia, che partirà dal Ponte Acquedotto e si estenderà  lungo la fontana e lo spazio poco sopra. Una scenografia naturale che include anche i vari edifici al fine di portare il pubblico a vivere la scena, tra il soffuso delle luci e il movimento dinamico degli attori. Una rappresentazione surreale che unisce il teatro al cinema  e trasferisce nello spettatore il senso drammatico degli accadimenti che travolgeranno i vari protagonisti. Una narrazione che si sviluppa attraverso cause emotive che diverranno un unico linguaggio che si svelerà nel climax finale. Un’opera che risulta essere influenzata da dettami shakesperiani dal rimorso di Jeli (Vito Difonzo) nel rapporto con il padre , e poi il passaggio dall’alienazione alla follia che caratterizzeranno il suo status.  Il racconto mette in evidenza anche quello che è l’incapacità del pastore di comprendere la sua stessa esistenza, la malasorte che lo colpisce lo riporta alla vita, dopo un trascorso nell’isolamento campestre. Emarginazione che trae  ispirazione negli scatti Hopperiani e nella solitudine sorrentiniana, e dove l’accadimento porterà a una presa di coscienza e ricostruzione di un rapporto con la realtà circostante trovando conforto solo nel Massaro Agrippino (Tiziano Carlucci). La riscoperta dell’amore per  Mara (Maria Dibattista), e del ritorno di quell’ antica amicizia con  Don Alfonso (Amos Mastrogiacomo). Stati che si uniscono e soffrono del tempo, di ciò che li ha resi adulti e mortali, lontani quindi da quel trascorso adolescenziale e infinito.  Un vivere nel crescente inganno alimentano dalla gente che porterà il pastore a estraniarsi dal tutto il resto e vivere nel delirio della gelosia che lo condurrà a un destino funesto. Un chiaro riferimento alla tragedia di Othello.   Una struttura narrativa che si sviluppa attraverso costruzioni sintattiche raccordate da un Narratore omodiegetico (Claudio Popolizio) che diviene testimone e partecipante insieme a quelli che sono dagli abitanti del luogo (Corteo Storico Monfort), come  Rocco (Gino Carbone), Peppe (Eldár Akhmedov), Giovanni (Leonardo Toscano) e Donna Lia (Stefania Carulli). Una rappresentazione in unicum astrazione sensoriale fatta di tonalità in lingua araba con le astrazioni di Cosimo Loprieno e Touria Lamlissa , effetti sonori e partiture musicali composte dei Maestro Donato Manco, Sario Ramingo che accompagneranno le varie scene. Una trasposizione che sarà anche riproposta nel suggestivo scenario dei sassi di Matera, Capitale della Cultura Europea.

La Lupa elegge l’eccellenza isolana e regala l’emozione della scena

Grandissimo successo in questa ultima replica de La Lupa presso il Castello di Donnafugata con centinaia di partecipanti che hanno applaudito con  ovazione corale. L’evento introdotto dal Sindaco Peppe Cassì che ha dichiarato come “la cultura sia elemento essenziale e di crescita sul territorio elogiando l’opera, sia per grande interesse che ha riscontrato nel pubblico sia per ciò  che rappresenta Giovanni Verga per il Patrimonio Nazionale”, affermazione che trova il consenso anche di Nuccio Iacono, Direttore Artistico della struttura che definisce “la Politica debba essere messa servizio della cultura e dare il massimo supporto alle varie espressioni e non il contrario”. Una performance celebrata anche dal Vice Sindaco Giovanna Licitra che ha visto in essa tutti “i colori e gli odori di una Sicilia contrastata tra convenzioni sociali ed emancipazione”. Presenti tanti ospiti presente, tra giornalisti e inviati nazionali,  il noto fiscalista dello spettacolo Tonino Morina e Giovanni Di Stefano, Direttore del Polo Museale di Ragusa.

Il progetto verghiano che unisce culturalmente Ragusa e Matera nasce dalla volontà del regista Lorenzo Muscoso con l’Assessore al turismo Ciccio Barone,  impegnato in prima linea  in questo proposito, dimostrazione di una visione attenta a quelle che sono le potenzialità locali e l’importanza che possano assumere nel contesto europeo. Una nuova esperienza sensoriale che ha portato il pubblico a vivere la scena con un trasporto emotivo di spessore vissuto in una composizione linguistica tra Teatro e Cinema, fatta di suoni, luci e performance corporali che hanno rappresentato la meglio una sicilianità viscerale e drammatica. Interpretazione sopra le righe quella offerta da tutto il cast Luciano Busacca (Cantastorie), Giuseppina Vivera (Gna Pina), Germano Martorana (Malerba), Adriano Gurrieri (Nanni Lasca), Greta D’Antonio (Maricchia), Alessandro Campo (Bruno), Dario Guastella (Narratore), Giada Carnemolla (Ballerina), Daniele Basile (Tamburellista), Giorgio Marlemi (Parroco) e il Gruppo Folk Cettina Bellofiore e le 9 Nove Province.

Lo speciale della serata con il racconto della gente è visibile a questo link : https://youtu.be/Cz0vgJq_EDo

Dai luoghi di Camilleri si fa la storia del Verga con un pubblico europeo

Overbooking per “La Lupa” , la nuova trasposizione dell’opera di Giovanni Verga nello scenario del Castello di Donnafugata. Quest’ultima replica voluta fortemente  dal Sindaco Peppe Cassì e dall’Assessore al turismo Ciccio Barone,  impegnati a garantire la continuità dell’ estate iblea nel segno della qualità artistica e longevità. Un evento che sposa a pieno le intenzioni dell’Arch. Nuccio Iacono, Direttore artistico della struttura nel far sì che il centro possa diventare il centro di aggregazione artistica culturale sul territorio del Commissario Montalbano. Lo spettacolo, scritto e diretto dal regista Lorenzo Muscoso e prodotto  dalla Dreamworld Pictures, continua a far parlare di sé , una dimostrazione di quanto la Sicilia sia luogo d’eccellenza artistica che valorizza risorse e patrimonio. Una richiesta in continua crescita che vede, oltre un pubblico proveniente da tutta Italia, registrare  la presenza di francesi, inglesi e russi, affascinati da questa rappresentazione. Gruppi organizzati che stanno sopraggiungendo da varie parti dell’isola per l’evento stanno rendendo tutto ancora più magico e incredibile. E’ stata quindi ampliata la capienza per accogliere l’audience in attesa. Il progetto fa parte del Festival Verghiano in connessione tra Sicilia – Puglia e Matera, supportato dal Parlamento Europeo che ha rinnovato il suo sostegno al progetto ritenendolo di interesse federale . Questa nuova  messa in scena della Novella, unisce il cinema al teatro e che trasporta il pubblico dentro in unicum sensoriale in un inevitabile travolgimento emotivo. L’ Autore dichiara “che il suo desiderio è portare la gente a vivere l’esperienza artistica e il vissuto dei campi, attraverso composizioni estatiche e movimenti dinamici in un contesto dove il dramma cresce di intensità e spessore anche nel rapporto con il metafisico”. Quindi un chiaro riferimento alla tragedia greca, e per certi aspetti, a quel teatro elisabettiano senza tempo che fu proprio di Shakespeare. Ritorna, quindi, l’antagonismo tra la Gna Pina (Giuseppina Vivera) e Malerba (Germano Martorana) entrambi, vittime di un  disagio esistenziale destinati alla disgregazione sociale. L’opportunismo di Nanni Lasca (Adriano Gurrieri), che passa dall’interesse per “la Roba” a una rivendicazione di una serenità familiare, sostenuto da Bruno (Alessandro Campo) che gli suggerisce la soluzione finale. Maricchia (Greta D’Antonio) sottomessa dal volere della madre e preoccupata del castigo di Dio. Ellissi temporali coreografati da una danza demoniaca interpretata da Giada Carnemolla e dalle partiture sonore di Flavio Burtone  uniti dalla voce recitante di un Narratore (Dario Guastella) e dall’ introduzione dal Maestro Luciano Busacca, uno degli ultimi cantastorie. Una riproduzione scenografica e corale, dal mercato, Processioni di Pasqua, al rientro dei lavoratori dai campi di lavoro messi in scena dal gruppo folkloristico di Cettina Belfiore e le 9 Province.  Per info e prenotazioni  www.festivalverghiano.it

Tutto esaurito per “La Lupa” con pubblico anche francese, inglese e russo

Overbooking per “La Lupa” , la nuova trasposizione dell’opera di Giovanni Verga nello scenario del Castello di Donnafugata. Quest’ultima replica voluta fortemente  dal Sindaco Peppe Cassì e dall’Assessore al turismo Ciccio Barone,  impegnati a garantire la continuità dell’ estate iblea nel segno della qualità artistica e longevità. Un evento che sposa a pieno le intenzioni dell’Arch. Nuccio Iacono, Direttore artistico della struttura nel far sì che il centro possa diventare il centro di aggregazione artistica culturale sul territorio del Commissario Montalbano. Lo spettacolo, scritto e diretto dal regista Lorenzo Muscoso e prodotto  dalla Dreamworld Pictures, continua a far parlare di sé , una dimostrazione di quanto la Sicilia sia luogo d’eccellenza artistica che valorizza risorse e patrimonio. Una richiesta in continua crescita che vede, oltre un pubblico proveniente da tutta Italia, registrare  la presenza di francesi, inglesi e russi, affascinati da questa rappresentazione. Gruppi organizzati che stanno sopraggiungendo da varie parti dell’isola per l’evento stanno rendendo tutto ancora più magico e incredibile. E’ stata quindi ampliata la capienza per accogliere l’audience in attesa. Il progetto fa parte del Festival Verghiano in connessione tra Sicilia – Puglia e Matera, supportato dal Parlamento Europeo che ha rinnovato il suo sostegno al progetto ritenendolo di interesse federale . Questa nuova  messa in scena della Novella, unisce il cinema al teatro e che trasporta il pubblico dentro in unicum sensoriale in un inevitabile travolgimento emotivo. L’ Autore dichiara “che il suo desiderio è portare la gente a vivere l’esperienza artistica e il vissuto dei campi, attraverso composizioni estatiche e movimenti dinamici in un contesto dove il dramma cresce di intensità e spessore anche nel rapporto con il metafisico”. Quindi un chiaro riferimento alla tragedia greca, e per certi aspetti, a quel teatro elisabettiano senza tempo che fu proprio di Shakespeare. Ritorna, quindi, l’antagonismo tra la Gna Pina (Giuseppina Vivera) e Malerba (Germano Martorana) entrambi, vittime di un  disagio esistenziale destinati alla disgregazione sociale. L’opportunismo di Nanni Lasca (Adriano Gurrieri), che passa dall’interesse per “la Roba” a una rivendicazione di una serenità familiare, sostenuto da Bruno (Alessandro Campo) che gli suggerisce la soluzione finale. Maricchia (Greta D’Antonio) sottomessa dal volere della madre e preoccupata del castigo di Dio. Ellissi temporali coreografati da una danza demoniaca interpretata da Giada Carnemolla e dalle partiture sonore di Flavio Burtone  uniti dalla voce recitante di un Narratore (Dario Guastella) e dall’ introduzione dal Maestro Luciano Busacca, uno degli ultimi cantastorie. Una riproduzione scenografica e corale, dal mercato, Processioni di Pasqua, al rientro dei lavoratori dai campi di lavoro messi in scena dal gruppo folkloristico di Cettina Belfiore e le 9 Province.  Per info e prenotazioni  www.festivalverghiano.it

Il 5 ottobre : in scena Jeli il Pastore a Gravina in Puglia

Manca poco piu’ di un mese alla messa in scena di Jeli il Pastore, trasposizione della celebre novella di Giovanni Verga nel suggestivo scenario archeologico di Gravina in Puglia. L’ opera scritta e diretta dal regista Lorenzo Muscoso che porta in scena tutta una serie di accadimenti che producono nei protagonisti uno sconvolgimento emotivo. Il rimorso è uno dei temi che viene affrontato nello strazio del pastore verso il padre, una visione quasi spettrale vissuta attraverso l’intimità del ricordo. Una citazione all’Amleto a cui l’autore si è volutamente ispirare nella composizione di questo dramma, dal senso di alienazione a quello della crescita della follia che attraversa e travolge il protagonista. Il racconto mette in evidenza anche quello che è l’incapacità di Jeli (Vito Difonzo) di comprendere la sua stessa esistenza, la malasorte che lo colpisce lo riporta alla vita, dopo un trascorso nel sonno e nel beato isolamento e la successiva gelosia che lo trasfigura in uno stato di alienazione che lo accomuna a un altro dramma elisabettiano,  l’Otello.  Emarginazione che trae  ispirazione negli scatti Hopperiani  e nella solitudine sorrentiniana,  e dove l’accadimento  porterà a una pressa di coscienza e ricostruzione di un rapporto con la realtà circostante. ll giovane trova conforto solo nel Massaro Agrippino (Tiziano Carlucci), che affronta il suo disagio con saggezza e comprensione preso anche dall’euforia della festa di San Giovanni e nell’illusione che la figlia possa sposare il benestante Rocco figlio del Fattore Neri. Mara (Maria Dibattista), ormai adulta soffre della fugacità della bellezza, cancellata da un tempo andante che non risparmia nessuno, un assillo simile a quello che vive Don Alfonso(Amos Mastrogiacomo), che instaura con lei un legame segreto che va oltre il semplice adulterio. La loro storia si incarna perché entrambi sono vittime dello stesso malessere. Preoccupata dal destino e dalla sua debolezza nell’affrontarlo contrae nozze con Jeli, al quale mostra una forte devozione che inizialmente lo inganna e poi lo abbaglia a tal punto da non ascoltare più le calunnie della gente.  Una struttura narrativa che si sviluppa attraverso flashback e costruzioni sintattiche elevate raccordate da un Narratore omodiegetico (Raffaele Navarra) che diviene testimone e partecipante insieme a quelli che sono gli abitati del luogo, come il contadino Peppe (Gino Carbone). Una messa in scena dinamica nel  che si sviluppa secondo geometrie e spazi in cui ogni personaggio viene identificato nel contesto in una complessa direzione che vuole portare il pubblico dentro un esperienza sensoriale in cui il teatro e cinema si fondano in unicum. Il senso intimo viene percorso attraverso effetti sonori e partiture musicali composte dal Maestro Donato Manco che accompagnerà le varie scene con un motivo che trova la sua massima espressione nel climax finale.

Giovanni Verga incontra il favoloso Tempa Petrolla a Montalbano Jonico

La leggenda rusticana toccherà un altro suggestivo scenario, quello di Montalbano Jonico, paesino

 

Le creste argillose disegnate dall’erosione che circondano la collina di Montalbano Jonico racchiudono un importante patrimonio scientifico poiché formatosi nell’arco di oltre un milione di anni. Il geosito di Tempa Petrolla è un condensato di storia, economia e natura. È stata di recente richiesta la salvaguardia di tale zona, ed in data 18 gennaio 2011 il Consiglio Regionale di Basilicata ha approvato un disegno di legge sull’istituzione della Riserva naturale speciale dei Calanchi di Montalbano Jonico[7].